Noi siamo Nifo Sarrapochiello, vignaioli del Sannio

Questa è una storia di agricoltura, di famiglia e di territorio. Il vino è il nostro modo di raccontarla.

Questa è una storia di agricoltura, di famiglia e di territorio. Il vino è il nostro modo di raccontarla.

Viviamo in Campania, nel Sannio, tra i vigneti che si affacciano sul Monte Taburno. La storia di questo territorio si intreccia da sempre con la coltivazione della vite, e così anche quella della nostra famiglia.

Erasmo è la memoria storica di Nifo Sarrapochiello. Appena vent’enne, nel ’63, parte per il Canada in cerca di fortuna, ma in testa ha già un piano ben preciso. Lavoro, sacrificio e un ventaglio di opportunità: Toronto è il trampolino di lancio per realizzare il suo sogno. Dopo vent’anni, Erasmo torna con la famiglia nel posto che ha sempre chiamato casa, il Sannio.

Moggio dopo moggio, ara dopo ara, i vigneti sono diventati ettari. Lorenzo, tornato in Italia a soli otto anni, cresce affiancando il padre nel lavoro agricolo in campagna; poi gli studi e le prime esperienza di cantina. Il 1998 è l’anno del grande passo: da venditori d’uva diventiamo produttori di vino, da coltivatori veri e propri vignaioli. Per arrivare alla bottiglia, la strada che abbiamo scelto è quella di un’agricoltura virtuosa, votata alla salvaguardia della fertilità del suolo e al rispetto dell’ambiente. Un’agricoltura che sia custodia del territorio.

Oggi Erasmo ha ottant’anni e ogni mattina è ancora nei vigneti. Rosa, per tutti Ma’Rosa, è la padrona di casa. Lorenzo è il vignaiolo e il cantiniere di Nifo Sarrapochiello. Al suo fianco ci sono la compagna Carmela, anima storica, artistica e creativa dell’azienda, il cugino Lorenzo, braccio destro e portavoce di Nifo sul mercato, e una squadra di quattro giovani ragazzi impegnati tra vigna e cantina, ormai anche loro fanno parte della nostra famiglia.

Nifo Sarrapochiello è il nostro cognome. Noi sul vino vogliamo metterci la faccia.

Noi siamo la nostra terra, le radici nel territorio.

Siamo vignaioli, architetti del paesaggio, custodi del territorio. Versiamo nel calice il nostro ritratto del Sannio e del Taburno.

Tra la catena montuosa del Matese e il monte Taburno, scorre il fiume Calore, che taglia longitudinalmente la Valle Telesina, definendo l’odierna regione del Sannio. La combinazione tra la variegata morfologia geologica, la diversità dei fattori climatici e ambientali e la tradizione agricola dei popoli che hanno abitato questo luogo nel tempo, fanno del Sannio un territorio di storica e profonda vocazione vitivinicola.

Coltiviamo venticinque ettari di vigneti che fronteggiano il Monte Taburno tra i comuni di Ponte, San Lorenzo Maggiore e San Lupo. Da sempre, abbiamo scelto di investire sulle varietà locali. Ai due vitigni principe del territorio, che trovano espressione nelle denominazioni Falanghina del Sannio e Aglianico del Taburno, si affiancano altre uve autoctone della Campania, come Fiano e Greco, e del Sannio stesso, come la Camaiola.

La diversità dei nostri suoli – dai terreni alluvionali ricchi di scheletro alle marne argillose-calcaree – e le differenti esposizioni e altitudini, ci offrono la possibilità di dar voce alla massima potenzialità e alla naturale propensione di ogni singolo vigneto. Siamo vignaioli, lavoriamo a stretto contatto con la natura. Dalla potatura invernale ai primi germogli, fino alla vendemmia manuale: gran parte della nostra quotidianità si svolge in campo, fino a intessere un’intima e profonda relazione con le nostre viti. Crediamo che dalla sinergia tra uomo e natura prenda forma l’identità di un vino.

Abbiamo adottato i principi dell’agricoltura biologica, certificata dal 1998, e in campo pratichiamo sovesci e concimazioni organiche per salvaguardare la fertilità del terreno e promuovere la biodiversità nel vigneto. I vini di Nifo Sarrapochiello nascono in vigna, perché l’assoluta qualità della materia prima è il primo ed essenziale ingrediente. Solo in questo modo crediamo di poter portare nel bicchiere l’espressione e la nostra interpretazione di un frutto, di un’annata e di un territorio.

Prima di essere Nifo Sarrapochiello, i nostri vini vogliono essere Sannio e Taburno.

Noi siamo le nostre origini, l’uva sopra millenni di storia.

Dalla profondità della terra dove affondano le radici delle nostre viti, affiorano le tracce archeologiche dei popoli che hanno abitato e custodito il nostro territorio.

Per scoprire le origini del Sannio bisogna risalire lungo la linea della storia di oltre due millenni, fino ad arrivare al V secolo a.C., periodo attorno al quale si attesta la nascita della stirpe sannitica, il popolo che ha dato il nome a questo territorio.

I reperti archeologici, attraverso cui si sono potute ricostruire testimonianze della storia e della cultura dei Sanniti, provengono dalle stesse terre su cui oggi poggiano i nostri vigneti. È il caso della celebre Fibula sannitica di Ponte, rinvenuta nel 1949 in località San Barbato e oggi conservata nel Museo del Sannio di Benevento. Proprio a pochi metri di distanza dal luogo del ritrovamento, giace uno dei nostri vigneti coltivati ad Aglianico, che presto darà vita alla nostra nuova etichetta “Vigna San Barbato”.

Da questa vicenda è nata l’intuizione di voler ripotare alla luce e rendere omaggio alla storia del popolo che ha reso grande il Sannio, attraverso i nostri vini. E così l’idea di Archeolabel: un racconto inedito delle origini del nostro territorio in etichetta, una rappresentazione della profonda e intima connessione tra agricoltura, arte, storia e territorio.

Così, come il vino è frutto delle radici sotterranee delle viti, sull’etichetta emergono dalla terra illustrazioni, che si rifanno alla mitologia, a personaggi storici e a usi e costumi del popolo sannita.

Una retroetichetta dorata raccoglie e racconta l’origine del nome di fantasia del vino, la collocazione storica e i riferimenti dei luoghi dove sono conservati i reperti da cui è stata tratta ispirazione.

In questo modo, attraverso i vini di Nifo Sarrapochiello, si possono ricostruire le tappe di un vero e proprio viaggio tra i musei dell’antico Sannio, alla scoperta della storia e della cultura, dei miti e degli dei, delle leggende e degli eroi del popolo che prima di noi ha custodito questo territorio.

Lavoriamo la terra che conserva le nostre origini. Scaviamo nel passato per progettare il futuro.

Nifo: un’esperienza del Sannio

Il vino come rappresentazione del Sannio e del Taburno, le etichette come racconto delle nostre origini, l’ospitalità come esperienza immersiva nel territorio. Nei prossimi anni, ai vigneti e alla cantina, si affiancherà una struttura dedicata all’accoglienza sul territorio, dove oltre alle camere per gli ospiti, troveranno spazio un archivio storico dei vini dell’azienda e una terrazza di degustazione affacciata sui filari. L’edificio prende forma a partire dalle fondamenta di un antico rudere, le cui pietre sono state recuperate e riutilizzate durante il restauro, restituendo connessione e continuità con il paesaggio.

L’agricoltura al servizio del territorio

La figura del vignaiolo è la perfetta sintesi del profondo rapporto simbiotico tra uomo e territorio. La responsabilità della custodia del paesaggio che ci ospita e ci circonda si riflette nella minuziosa cura con cui lavoriamo i nostri vigneti, e quindi nella ricchezza dei frutti che questa terra ci restituisce. La continua e quotidiana osservazione e comprensione del nostro territorio è al principio di ogni nostra scelta agricola: dalla gestione del vigneto al vitigno che può esprimersi al meglio. Praticare un’agricoltura al servizio del territorio ci permette di portare in bottiglia la testimonianza del lavoro che svolgiamo in vigna: su questo si fonda l’identità dei nostri vini.

Fluusa e Pontius, Falanghina e Aglianico, Sannio e Taburno

Il racconto dei nostri vini delle denominazioni più identificative del territorio, la DOC Falanghina del Sannio e la DOCG Aglianico del Taburno, è affidato rispettivamente a Fluusa, dea sannita della fioritura e dei germogli, e Pontius, valoroso condottiero sannita della battaglia delle Forche Caudine. Da un tempio dedicato alla dea, i cui resti si trovano a Cerreto Sannita, e un vaso del IV secolo a.C. conservato nel Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino, dove è raffigurato un guerriero sannita con elmo e corazza, sono nate le illustrazioni che “prendono forma” dalla nostra terra. Ci siamo ispirati alla mitologia e alla storia di questo luogo per dare un volto ai nostri vini, alla nostra interpretazione ed espressione del territorio.